"Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena." (Gv 15, 11) Sono le parole che hanno scatenato l'amore di Dio attraverso Chiara Amirante.
Il secondo giorno inizia alla cittadella Orizzonti di Pace, gestita da Nuovi Orizzonti. Uomini usciti dalla droga e da ogni tipo di dipendenze, ragazzi locali che nella cittadella imparano e trovano un lavoro, attrezzature sportive a disposizione dei giovani del posto, e poi l'assistenza agli anziani e alle famiglie che nei dintorni vivono ancora senza acqua ed elettricità: ecco un altro dei miracoli di Medjugorje. Laura, la ragazza che ci accoglie, ha le idee ben chiare. Il male del mondo è il vuoto dell'anima! Ecco perchè la loro cura si chiama Cristoterapia. Ecco perchè la frase più importante che si pronuncia lì dentro è "Ciao, come stai?" accompagnata da un sorriso. Ecco la gioia della Pasqua incarnata nella vita quotidiana.
Torniamo in centro per la Messa delle 11 convinti di aver ricevuto il secondo grande dono di Medjugorje.
Ancora in chiesa, ancora strapiena. Lo era anche ieri sera all'adorazione delle 19. Dal mio angolino, in ginocchio per terra a pochi passi dall'uscita, riuscivo ad intravedere il Santissimo, in un clima surreale in cui tutto questo sembra la normalità.
L'omelia è un po' pesante: sembra che i sacerdoti chiamati celebrare vivano l'occasione come la messa di Natale. Troppe parole per ricordarle tutte. Rimane l'emozione di una celebrazione semplice ma vissuta intensamente.
Il pomeriggio è la volta della Via Crucis sul Križevac. Il venerdì è anche il giorno in cui la parrocchia di Medjugorje celebra questa preghiera tradizionale: li incontreremo mentre scendono a metà della nostra salita.
Il sentiero è aspro, non troppo faticoso, ma impegnativo. In vita mia non ho mai visto un sentiero di montagna così malmesso, e la cosa è ancora più inspiegabile di fronte alle centinaia di persone che ogni giorno lo affrontano. Ipotizzo ci sia qualcosa di "diabolico" in così tanta asprezza.
Tra il vento forte e la fatica di trovare un appoggio sicuro per ogni passo, a turno leggiamo le meditazioni della Via Crucis. A me tocca la quarta stazione: "Gesù incontra sua Madre". Oggi è il 9 marzo, il compleanno di mia mamma. Coincidenze?
Nel cammino ripenso ai tanti modi di vivere la Via Crucis. Ripenso alla Via Dolorosa a Gerusalemme, dove l'emozione dei luoghi viene via via sormontata dalla confusione delle strade arabe, da ogni genere di attività frenetica e dal fiume in piena di abitanti e turisti. Penso alla Via Crucis del venerdì Santo in parrocchia... e Don Silvano che quest'oggi intona il "Ti adoriamo Cristo..." è un ritorno ai tanti anni e tante celebrazioni vissute assieme. Alla seconda stazione, dopo il suo canto, mi pare ancora di sentire il microfono che fischia, l'auto con gli altoparlanti che si mette in moto, i chierichetti che si ricompongono in fila per due e riprendono il cammino, con i fedeli metà davanti e metà dietro.
Non basta la fatica del Križevac per rivivere la Via Crucis. É il viverla assieme, il camminare aspettando chi si attarda, il condividere le riflessioni con i compagni di avventura che la rende una Via Crucis speciale.
Dodicesima stazione: si contempla la morte di Gesù in croce. Il cammino diventa più dolce, i sassi più radi, il passo si fa più sicuro. Qualche minuto dopo siamo in vetta, ai piedi della grande croce bianca. Medjugorje appare sotto di noi come una piccola grande macchia di edifici in un territorio che di ricco sembra avere ben poco.
Osservando il paesaggio prima dalle strade, e ora dall'alto, verrebbe da dire "Cosa può mai venir di buono da Medjugorje?"
Eppure il mondo parla di questo luogo. Ma soprattutto il mondo viene a pregare in questo luogo!
Scendiamo l'aspro sentiero non senza qualche difficoltà. Ci aspetta una doccia ristoratrice e una condivisione serale tra il nostro gruppo.
Nella testa continua a rimbalzare una parola: "Gioia". La gioia di Laura, la gioia di Suor Rosaria, Roland, Melinda e gli altri, la gioia di stare in preghiera davanti al Santissimo la sera prima.... la gioia del Cristo Risorto. Da due giorni continuo a canticchiare una canzone: è il Credo apostolico messo in musica da don Carlo Cavallin. E mi ritrovo a percorrere le strade di Medjugorje ripedendomi che "il terzo giorno risuscitò...".
(fine seconda parte)