Quante volte in queste giornate di metà agosto mi sono sentito ripetere questa domanda. Fa un effetto strano, desiderare di essere in un luogo, e sentire che anche gli amici e i conoscenti ti immaginano altrove. Dopo aver vissuto Roma, Toronto e Colonia, questa poteva essere la mia quarta Giornata Mondiale della Gioventù: poteva esserlo sia per l’età (a 31 anni non si è poi così vecchi) che per la vicinanza, che ha portato più di centomila italiani per le strade di Madrid. Poteva proprio esserlo!
Da qualche giorno mi sforzo di trovare delle scuse, delle motivazione per dire a me stesso e agli altri il perché di un ferragosto trascorso al mio paese, anzichè nella capitale seppur temporanea della cristinanità.
Poi ieri, seguendo in tv la Messa inaugurale della GMG, dal cardinale Rouco Varela sono arrivare le parole che aspettavo, che sembravano rivolte non solo ai presenti, ma anche a chi non era in quella piazza: “Siete la generazione di Benedetto XVI. Non è la stessa generazione di Giovanni Paolo II”.
Ecco spiegato il motivo. Noi che ci emozioniamo alla vista di Tor Vergata, noi che ci lasciamo scendere le lacrime sorridendo di fronte alle immagini di Giovanni Paolo giovane tra i giovani, noi che Roma 2000 continuiamo a considerarla “la” GMG.... siamo un’altra generazione. Non si stratta di età anagrafica, non solo. Si tratta di un cammino percorso, che è iniziato più di dieci anni fa, e che non ci può confondere con quanti iniziano ora a camminare da giovani e da adulti nella fede. Non siamo effettivamente stati le “Sentinelle del mattino” in quest’alba del nuovo millennio.
Se leggiamo le GMG come le olimpiadi della fede, c’è il rischio di voler collezionare medaglie, zainetti, presenze, gadget. Se invece iniziamo a guardare alla GMG come un punto di partenza, allora inizieremo a vedere i tanti che, da Roma e qualcuno pure da Parigi, hanno iniziato il proprio cammino di fede e di Chiesa.
Quanti volti ho re-incontrato in questi anni, quante vocazioni laicali ed ecclesiali sorte in quei momenti, quanti che hanno speso serate, settimane, anni interi nel servizio e nella Lode.
Noi: la generazione di Giovanni Paolo II.
Madrid non è per noi. Tanti di “noi” oggi sono là, ma mi piace pensare che siano là per passare il testimone, per essere guida dei più giovani, per lasciare che ciascuno, anche tra i più spavaldi, possa cogliere a pieno le tante opportunità di un appuntamento mondiale.
In effetti, come osserva Don Armando Matteo, se i giovani oggi sono una generazione in crisi, è anche perché gli adulti hanno rubato loro la giovinezza, con la volontà di rimanere giovani ad ogni costo.
Con le strade di Madrid invase dai giovani, quest’oggi sono felice di sentirmi “troppo vecchio” per la GMG.
Buon cammino a quanti stanno partendo da questa GMG. La “Via” è una, quindi prima o poi, il Signore ci concederà sicuramente di camminare insieme.