domenica 5 settembre 2010

Invidia cristiana

Di solito inizia con un brivido... Un fremito percorre le braccia e in un lampo avverti che sta nascendo una lacrima... di gioia, s'intende.
Non mi succede spesso di emozionarmi durante una Messa, o una veglia. Credo che la prima volta sia stato dieci anni fa, nella notte di Tor Vergata.
Stamattina è successo, e le lacrime le ho trattenute a stento... forse perché era giunto il momento della Comunione.
Devo ammettere che come festa di compleanno infatti, quella di oggi è riuscita proprio bene.
La chiesa era quella delle Grazie, il rifugio sicuro che mi ha sempre accolto nei momenti di crisi e di rifiuto, a partire dal mio Battesimo. L'occasione era la messa di fine grest, e allo stesso tempo la festa patronale per la Natività di Maria.
Parlare di compleanno non è per niente azzardato: c'erano bambini che arrivavano accompagnati dai genitori fino ai primi banchi, c'erano canti da giorno di festa, c'era una serie di regali all'offertorio capaci di riempire e colorare il presbiterio per qualche minuto della presentazione. E soprattutto c'era una basilica piena zeppa di gente, tanti sacerdoti e un sacco di persone col sorriso stampato in volto.
Qualche anno fa, chiedendoci cosa fare in parrocchia per avvicinare più persone, proposi come obiettivo l'invidia. Ovviamente non la nostra, ma quella che avremo dovuto suscitare in chi ci osservava, vedendo come stavamo vivendo la fede e la comunità.
Quel programma è naufragato, o forse ha funzionato all'eccesso... ma oggi, di fronte a questo bel quadro di comunità, la mia pelle e le mie lacrime trattenute a stento mi hanno fatto sentire invidioso.
Oggi ho visto una testimonianza di Cristo risorto. Chissà che presto qualcun altro possa vedere Cristo risorto anche nel quotidiano della mia parrocchia.