I casi della vita. 10 agosto 2010: secondo giorno di ferie, dedicato tra le altre cose alla lettura. Nel corso della giornata ho letto un libricino, "Bea vita!" di Romolo Bugaro, che mi aveve attirato in libreria per quel titolo veneto e la pretesa di essere uno spaccato della vita del nordest. In una serie abbastanza poco lineare di storie di fallimenti e disillusioni, ho avuto l'impressione di un pessimismo e una rassegnazione spinti all'estremo, quasi a voler trovar consolazione dei propri limiti negli insuccessi altrui. Forse, più probabilmente, sono io a non aver capito molto di quel libro.
Nella stessa giornata ho terminato di leggere "Un volo di farfalla" di Rita Coruzzi, la biografia di una ragazza disabile conosciuta a Este lo scorso gennaio. Il libro è quasi in antitesi con il precedente, nonostante l'incontro sia frutto soltanto del caos che regna sovrano nella mia libreria e nei miei gusti letterari. Tra il pessimismo corrosivo di Bugaro e l'ottimismo quasi folle della Coruzzi c'è di mezzo una parola, che ricorre decine, forse centinaia di volte nella pagine scritte da Rita: Dio. E forse è un po' poco per trarne delle lezioni, ma abbastanza per dirmi che con Dio o senza Dio, la differenza c'è... e si vede... anche nei libri altrui.
San Lorenzo. Al termine di una giornata di emozioni altalenanti, che mi ricorda i 30 anni dal mio Battesimo e i 9 anni senza il mio papà, in cui la gioia per il patrono della mia parrocchia cozza violentemente con la tristezza di una comunità ridotta a uno spettro, nell'altalena tra due visioni contrastanti della vita, scelgo di andarmene a letto con l'ottimismo cristiano di Rita.
Il vangelo di oggi parla di un chicco di grano, che porta frutto perché caduto in terra (Gv12, 24-26). Se Dio riesce ad estrarre nuova vita anche dalla morte, mi viene il dubbio che le delusioni e i fallimenti terreni siano solo esercizi quotidiani per mettere alla prova la povertà della nostra fede in Lui.
PS: Grazie Rita per le tue parole di vita eterna.